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Quanto è sicura la tua password?

Pubblicato da in Cultura Generale ·

Leggiamo, quasi ogni giorno, di account trafugati, email scardinate, informazioni riservate rubate.
Sappiamo che ogni nostro account, di qualsiasi tipo, è protetto da una password, ma per pigrizia e per noncuranza, siamo soliti usare sempre la stessa password e per giunta, molto facile da trovare.
Uno potrebbe chiedersi: "ma come faccio a sapere se la password che ho scelto è facile oppure è difficile?
Un pochino potremmo immaginarlo anche se non siamo dei "nerd" del computer. Esempio: 123456 è certamente più facile da scardinare che @#123456@#.
Per scardinare una password, vengono usati dei programmi che vanno sotto il nome di "brute force" o di "dictionary attacck"
In sostanza potenti computer analizzano in modo velocissimo l'intero dizionario di una data lingua cercando di trovare la password oppure con attacchi di forza bruta dove questi stessi computer tentanto tutte le combinazioni possibili di una lettera o simbolo poi di due ecc.ecc.
In realtà, abbiamo degli strumenti che ci permettono di valutare quanto una password sia semplice da essere scardinata.
Io ho provato alcune delle mie 25/30 password che uso. Ecco i risultati: 735 anni di tempo per scovarla, 245.000 anni, 3 miliardi di anni.....
Sapete quanto tempo ci vuole a trovare questa password? 01121970 che rappresenta il compleanno di una persona il il 1 dicembre del 1970? solo 3 millisecondi !!!!
e se invece la scrivessi 2 volte di seguito? 0112197001121970 semplice da ricordare eppure per i programmi di brute force, da 3 millisecondi si passa a 4 settimane.
E se la scrivessi 3 volte? 011219700112197001121970 si passa a 792.000 anni !!!
Come fare per fare questi calcoli? Ecco lo strumento: andate su questo sito:
https://howsecureismypassword.net/
e qui valutate la forza della vostra password preferita e poi valutate cosa dovete fare :) :)
Se avete trovato questo post interessante, mettete il mi piace al post e alla pagina
https://www.facebook.com/AmbulatorioComputer/
Spero di esservi stato utile
Il Pri..Mario

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Festival del Bene Comune

Pubblicato da in Cultura Generale ·

Voglio ospitare in questa pagina la bella iniziativa promossa dal gruppo Giovani di Oderzo


http://www.giovaniperoderzo.it/festivaldelbenecomune/index.html


Il Festival del Bene Comune è un progetto collettivo ideato dai Giovani per Oderzo.
L'intento dell'iniziativa è quello di offrire un'occasione di informazione, approfondimento e sensibilizzazione su temi che riguardano il “Bene Comune”, ciò che è patrimonio della collettività e che può essere salvaguardato e difeso solo con l'impegno di tutti i cittadini.
Stare bene insieme è essenziale ed è la prima condizione necessaria per costruire un progetto collettivo, per questo motivo il momento di sensibilizzazione deve essere anche un'occasione di festa.
Un progetto collettivo
Il concorso e il concerto rappresentano l'ossatura della manifestazione ma essa si può arricchire solo solo attraverso la partecipazione di altre persone.
Per questo invitiamo chiunque abbia delle proposte ad aderire al progetto.
Crowd funding
Questo dev'essere il Festival di tutti. Invece delle classiche forme di finanziamento abbiamo pensato di avviare una sottoscrizione popolare. Singoli cittadini e aziende del territorio possono sostenere l'iniziativa acquistando quote del capitale che investiremo per realizzare il festival.


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Imparare a guardare con gli occhi degli altri

Pubblicato da in Cultura Generale ·

Dovremmo guardare la realtà con occhi diversi da quelli che usiamo tutti i giorni. Non ne vendono, ma basta usare ogni tanto gli occhi degli altri. Facciamoceli prestare..




Ho condiviso questo intenso eppure semplice video, postato all'interno di Facebook da Andrea Bambace, perchè ritengo che possa far riflettere sul come la realtà del vissuto e del percepito sia sostanzialmente mediata dalla nostra sensibilità personale.
Il rendersi conto che il nostro "essere normali" è una condizione del presente e che in qualsiasi momento, per una banalissima situazione, potremmo ritrovarci a dover riconsiderare tutto il conosciuto e il vissuto.
La percezione dell'handicap e della disabilità dovrebbe essere parte di noi stessi, giorno per giorno, minuto per minuto, e accompagnarci molto più spesso di quanto non si faccia normalmente.
Ci sembrerebbe tutto molto più "normale".


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La solidarietà: una scelta civile o una costrizione? Immigrazione: tutti delinquenti? Siamo così migliori?

Pubblicato da in Cultura Generale ·

Premessa: qualsiasi generalizzazione che la lettura dell'articolo potrebbe far supporre sarebbe una conclusione errata, ma spero che potrà servire per far riflettere sulla necessità di ripensare ad un modo educativo dove la solidarietà fra le persone dovrebbe essere maggiormente valutata.

Il fatto: mi ero alzato alle 4 della mattina per andare da Oderzo (TV) ad Erba (CO). Sono 350 Km che, per conciliare rispetto dei limiti e limitazione dei consumi, necessitano di 4/5 ore di viaggio. Arrivo, svolgo il lavoro che sono stato chiamato a fare e riparto alle 16.30 del pomeriggio. Mi rendo conto che la stanchezza mi fa chiudere gli occhi e decido di fermarmi alla prima stazione di Servizio che incontro. E così, al primo Grill tra Milano e Bergamo, parcheggio il furgoncino e mi appisolo un po'. Quando riapro gli occhi, sono passate ben due ore... Potevo ripartire ben riposato. Ma purtroppo, complice un sistema poco intelligente che non mi ricorda che allo spegnimento del motore si devono spegnere anche i fari, mi accorgo ben presto che la batteria si è scaricata....
30 secondi di: ho lasciato a casa i cavi della batteria e ora cosa faccio? ....

Ricerca soluzione: Per quanto uno possa pensare, le soluzioni non sono poi così tante.

Chiamo un carro attrezzi
Cerco qualcuno che abbia cavi e chiedo aiuto
Spingo il furgoncino a mano fino al distributore e chiedo aiuto
Torno a dormire e quando mi sveglio sarà stato un brutto sogno
J

Scarto il primo, troppi soldi
Inizia la ricerca di cui al secondo punto….Chiedo a 5 persone, ma nessuno ha i cavi. Poi ne trovo 3 che li hanno, ma hanno fretta e non possono aiutarmi.
Decido di provare con il terzo punto.
A fatica, da solo, spingo il furgoncino (Pegout Expert 1,9) per oltre 150 metri senza che nessuno mi dia una mano. Mi passano vicino almeno 5 persone ma nessuno che perda un solo secondo per aiutarmi a spingerlo.
Arrivo al distributore, e chiedo se hanno i cavi e una batteria. Mi sento rispondere che non fanno questo servizio e che i cavi non li hanno. Allora chiedo se ne hanno da vendere… 15,00 euro e li ricompro.
Esco e comincio a chiedere ai proprietari delle auto che vengono a fare benzina. Mostro loro i cavi e domando se possono avvicinarsi con la macchina al mio furgoncino. Nulla….
Chiedo a 6 persone e nessuno che ha tempo. Ognuno con una scusa diversa.
Penso a tutte le volte che io ho aiutato qualcuno in situazioni analoghe e mi chiedo se per caso ho una tal brutta faccia da ispirare poca fiducia
J
Finalmente 3 ragazzi sui 25-30 anni, mi dicono subito di si. Vengono vicino e in 2 minuti, facciamo tutto.
Alla fine faccio i conti: ho chiesto a 15 persone. 14 erano italiani e mi hanno risposto di no.
I 3 ragazzi erano albanesi e non  hanno tergiversato nemmeno per 2 secondi…Gli unici che mi hanno aiutato subito.

Conclusioni: Senza nessuna generalizzazione, come scrivevo all’inizio, non voglio tirar conclusioni, ma lascio ad ogni singolo che per caso o per conoscenza gli capiti di leggere questo fatto, di poter fare una personale riflessione…





Commenti su Facebook:


Paolo Bortolussi Scopro ora il tuo blog! Complimenti, già messo tra i favoriti
4 ore fa · Non mi piace più · 2

Denise Frigo magari e' perche' tutti gli italiani dovevano andare al lavoro e hanno una vita piena di impegni e frenetica e gli albanesi il lavoro non ce l'hanno...?


Denise Frigo pero' a pensarci bene dev'essere la tua faccia che non ispira fiducia...


Mario Cappellotto Preferisco pensare che sia vera la seconda


Oderzo ChePuzza La morale è: la prossima volta spegni i fari!


Mario Cappellotto   In effetti, dal punto di vista pratico, era la cosa più saggia da fare


Omar Lunardelli Ripenso alla parabola del buon samaritano...


Stefano Rizzetto Purtroppo Mario, tu hai descritto la realtà, ed è questa realtà che produce i politici di cui ora tutti si lamentano.


Maria Carmela Carta Complimenti per il blog! Ti sei guardato allo specchio al risveglio, chissà forse non ispiravi abbastanza fiducia!! A parte gli scherzi..tre sono le parole che mi vengono in mente paura, indifferenza e pregiudizio!


Michela Daniotti Bergamo Il buono e il cattivo ci sono dappertutto (albanesi, romeni, italiani.....). Forse però la gente è prevenuta, diffidente.....o che ne so....In tutto il racconto comunque c'è da apprezzare il fatto che ti sei fermato e riposato. Un'altra persona al posto tuo, magari con meno esperienza, avrebbe forse causato un massacro....Ciao Mario!


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