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Documento per l'Assemblea del PD di sabato 11/05/2013

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Questo è un documento che ho già inviato a titolo personale all'assemblea del PD che si svolgerà Sabato 11/05/2013, ma che potrò  reinviare qualora si aggiungesse qualche firma.
Il mio pensiero varrà meno del due da picche, e certamente questo scritto non sortirà, ovviamente, nessun effetto. Ma non per questo mi esento dal comunicare il mio stato d'animo e intendo condividerlo con quanti potrebbero trovarsi eventualmente d'accordo. E anche con coloro che la pensassero in modo diverso e avranno ospitalità per poter dire la loro.
Qualsiasi cosa succederà sabato, quantomeno io potrò dire di averci provato e di non essermi lasciato scivolare addosso gli eventi ritenendo tutto ineluttabile.
Atteggiamento, questo, che invece ho trovato in alcuni esponenti di vecchia data  del PD di Oderzo, ieri sera durante l'assemblea cittadina che preferiscono mettere una pietra tombale sopra a tutto, turarsi il naso e non sprecare nemmeno una parola per far conoscere il giusto dissenso verso una classe dirigente che non è stata in grado di governare il cambiamento come sarebbe stato nelle sue possibilità.

Disconoscere gli errori e tacere per pura "falsa bontà d'animo" non serve a nessuno, anzi, non rende giustizia alla giusta necessità di imparare dagli errori commessi.
Chi capitasse in queste pagine e condividendo i contenuti volesse apporre la sua firma, potrà farlo usando il form in fondo all'articolo.

Documento da inviare all'assemblea Nazionale del PD di sabato 11/05/2013

Per ripartire è necessario comprendere gli errori



  • Le decisioni prese dalla Segreteria Nazionale del PD in merito al possibile Governo e alla elezione del PdR hanno creato imbarazzo e divisioni al punto da lacerare il partito portandolo alla quasi dissoluzione.


  • La scelta di candidare Marini alla Presidenza della Repubblica è stata quanto di più deleterio si potesse immaginare. Ha creato i presupposti per spostare la politica del cambiamento per tanti mesi declamata, all’attuale politica che ci vede in un mortale abbraccio con il PDL. E’ stata una scelta operata per far piacere  a Berlusconi e non certamente all’elettorato della coalizione di centro-sinistra.


  • Il cieco orgoglio di non voler assecondare il  M5S nel votare Rodotà, uomo certamente di sinistra, per poi comunque cedere ad innumerevoli ricatti che ora stiamo subendo dal PDL, ha dato prova, qualora ne fosse ancora bisogno, della poca lungimiranza politica della classe dirigente nazionale e di quanto distante sia stata dalla base maggioritaria del PD e da quanto doveva essere fatto per il bene del Paese.


  • Pur riconoscendo che il tentativo del M5S di far votare Rodotà, aveva molto di strumentale e poco di reale convincimento politico, non possiamo non affermare che  l’unica strada perdente sotto tutti i punti di vista è stata quella intrapresa. Anche non si fosse riusciti ad eleggere Rodotà, il PD sarebbe uscito da quella sconfitta rafforzato nei suoi convincimenti e soprattutto fedele alla linea promessa ai suoi elettori.  


  • Siamo convinti che la vicenda Prodi avrebbe avuto,  in questo modo,  destini diversi e con ogni probabilità, qualora non fosse passato il nome di Rodotà,  si sarebbe limitato il numero dei 101 pusillanimi che ora ci troviamo dentro al parlamento. A tal proposito, si intende sottolineare l’enorme gravità di quella votazione e del fatto che complice un’omertà degna delle peggiori mafie, non sia venuto alla luce ancora nemmeno un solo nome.


  • Nel partito è iniziata, durante l'elezione del Presidente della Repubblica una deriva antidemocratica, che prosegue tuttora, ed ha incluso un "processo" strisciante contro le primarie chiamate come  responsabili di tutti i guai: questo non può essere accettato.


  • Questo governo, che si vuole continuare a tentare di far digerire come ineluttabile e come il minore dei mali, se è, e vuole restare tale, non deve includere, in nome della pacificazione, la rinuncia al ripristino della legalità né, tanto meno, la rinuncia o il subdolo rinvio di quegli "interventi di cui il Paese ha urgente bisogno" con i quali è stata giustificata l'innaturale alleanza. Se quelle cose, con quest'alleanza non si possono fare, è inutile tenerla in piedi. Proprio per questo la nuova legge elettorale va fatta subito (non entro 7-8 mesi), in Parlamento e non in una costituenda "Convenzione".


  • Ci preoccupano le voci sempre più insistenti che sembrerebbero dare per certa l'elezione di un nuovo segretario durante l'assemblea di sabato e che potrebbe non esserci successivamente un congresso elettivo. Se così fosse, sarebbe un ritorno all'indietro e una perdita di tutte le conquiste fatte fin qui. La rappresentatività dell'assemblea congressuale di sabato non può essere rappresentativa di tutta la base del partito che in questo momento si sente tradita e non certo rappresentata dall'attuale dirigenza rimasta così come dai soli attuali rappresentanti. Serve quindi arrivare con una reggenza provvisoria fino alla celebrazione di un nuovo congresso da farsi dopo l'estate con regole molto aperte che possano inglobare sia gli iscritti del 2012 e anche il popolo degli elettori delle primarie del 2012, ma anche i nuovi tesserati del 2013 che hanno certamente voglia di poter incidere per le scelte future di questo partito.


  • La grande apertura che abbiamo fatto per il cambiamento cercando di diventare partito rappresentativo di una democrazia partecipata non può ora implodere e ripiegarsi su sè stesso per paura di qualche infiltrato che potrebbe "contaminarne" la struttura. Oltre questo baratro in cui siamo caduti, non c'è altro che rialzarsi con ampie vedute e senza paure di contaminazioni inesistenti. Il segretario pro-tempore che uscirà dall'assemblea, dovrà avere una forte connotazione neutrale che servirà per portare il partito al congresso in modo super-partes e non potrà poi candidarsi alla segreteria del partito



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Le responsabilità del PD

Pubblicato da in Politica ·
Tags: PoliticaPDGoverno

Ho scritto queste righe dopo aver letto questo:


E' ancora lecito avere delle aspettative dal PD?

Cara Fiorenza, la tua stessa reazione a quanto è avvenuto è presente in tantissimi elettori del centro sinistra che come te, come me, avevano le stesse aspettative. Abbiamo votato alle primarie del segretario e poi a quelle dei parlamentari e quindi alle elezioni sapendo benissimo che cosa volevamo e cosa speravamo. Tutte le tue stesse domande, i tuoi dubbi, le tue aspettative, sono identiche alle nostre. Io non conosco di preciso chi tu sia, che ruolo tu abbia nel partito, e quanto da vicino tu abbia potuto vivere tutta la questione.
Io, da parte mia, come tantissimi elettori, ovviamente la stragrande maggioranza, abbiamo dovuto subire tutto quello che avveniva senza poterne parlare con nessuno... che contasse.... Senza poter incidere e con la rabbia di chi si sente defraudato di qualcosa e non sa con chi sfogarsi. La rabbia di chi si sente tradito e non riesce a pacificarsi perchè, oltretutto, vede che il nemico è in casa sua.
Per cui, come non essere d'accordo con quanto scrivi.
C'è però un distinguo. Un distinguo per un qualcosa che nelle tue parole non compare. Si capisce enormemente come tu ti senta molto vicina a Bersani e come tu lo senta come parte lesa in tutta la questione e non c'è una sola parola, nel tuo scrivere, che imputi anche a Bersani delle responsabilità. E' corretto che tu sappia, che dalla base, non c'è la stessa visione.
Forse perchè non abbiamo vissuto in diretta la questione? Forse perchè la stampa non ha riportato tutto quanto come andava fatto? Forse perchè Bersani e la sua segreteria comunicativa non ha saputo farci sapere come sono andate veramente le cose?
O forse perchè non ti riesce, anche se in minima parte, affrancarti da una personale visione delle cose e non riesci a riconoscere che anche Bersani ha commesso degli errori madornali che non dovevano essere commessi?

Tanto per dirne uno: In tutta la tua, comprensibile e accorata disanima dei fatti, non hai mai fatto menzione della votazione fatta per il PdR con candidato ... Marini...
La base, ha invece letto quell'azzardo come una notevole presa per i fondelli ( scusa il tono un po' malevole, passamelo).
Candidare Marini, come PRIMA proposta, è stata una mazzata contro tutto quanto era stato fin lì portato avanti. E non puoi dirmi che quella sia stata una scelta non voluta da Bersani.. Perchè se così fosse, vuol dire che avevamo come segretario un fantoccio il quale non è stato in grado di imporsi e di fare come prima scelta un nome che a lui andasse bene.
Siccome credo che Bersani sia una persona che, ha di certo i suoi difetti, oltre che i suoi grandi pregi, ma non quello di essere un fantoccio, vuol dire allora che Marini lo ha partorito lui, o che comunque era d'accordo con quanti lo volevano…

La scelta di Marini è stata la scelta che ha iniziato e delineato quello che è successo dopo.
Non è certo mia intenzione sminuire il tradimento di 101 pusillanimi, anzi, ritengo quel fatto di una gravità inaudita, ma era già annunciato dopo che si è inteso dimostrare come si volesse, tutto sommato, trovare un candidato come Marini, che prima ancora che alla base del PD, doveva andar bene agli elettori e votanti del centro-destra....( per non dire di Berlusconi...)
Non riconoscere che aver proposto Marini, fosse l’inizio di quanto poi è avvenuto, è forse un po’ imitare lo struzzo... anche se nella realtà lo struzzo non è vero si comporti così, ma oramai è diventata consuetudine usarlo come paragone. Lo struzzo mi perdonerà.
Siamo tutti d’accordo che Bersani ha tentato un dialogo con il M5S, e siamo anche d’accordo che la testardaggine del M5S a non capire che votare la fiducia non era fare un’alleanza, sia stata degna del bambino che fa i capricci senza sapere cosa vuole.
Ma, Bersani e quindi la direzione del PD, ha veramente fatto tutto quanto era possibile per tentare di non arrivare al punto di non ritorno dove siamo arrivati?
L’altra questione che tu non hai nemmeno toccato nella tua corretta, in parte, disanima è la questione Rodotà…
Perché no? Perché non fare nessun tentativo?
Quale male avrebbe prodotto? Sarebbe di certo stato meglio che non votare Marini… oppure no?
Le possibilità erano solo due, come avrebbe detto il buon Catalano…
O passava o non passava..
Se passava, il PD avrebbe avuto la palla in mano. Metteva il M5S allo scoperto sul suo stesso terreno.
A quel punto, era più difficile per loro non tentare di fare un governo assieme. Se fosse andato storto il tentativo, non avevano alibi e il PD ne sarebbe uscito vincente e Bersani ne sarebbe uscito rafforzato e con la base tutta dalla sua parte. Non solo, avrebbe riguadagnato tanti elettori anche del M5S che oramai stavano tentennando. E avremmo avuto un Presidente della Repubblica competente e certamente molto vicino alla nostra area.

Oppure non passava… Anche se  a mio parere era molto difficile che non passasse. Ci fossero stati anche  dissidenti, non ne avrebbe certamente avuti quanti ne ha avuti il nome di Marini e con i voti del M5S, il gioco era più facile, Ma anche fosse stato bruciato, intanto non è detto che non fosse possibile ritentare ancora sullo stesso nome una seconda e una terza votazione, ma in qualsiasi caso, di certo, Bersani, per la sua base, sarebbe stato ancora da salvare. Aveva tentato di perseguire quanto promesso. Nessuno avrebbe potuto recriminare qualcosa nei suoi confronti. A quel punto, si sarebbe potuta giocare la carta di Prodi.
Forse sarò un pivello, anzi di certo, ma credo che Prodi dopo Rodotà andato a vuoto, e non dopo Marini, avrebbe avuto molti meno franche tiratori o forse poteva non averne.
Ma anche ne avesse avuti, era evidente che la linea di Bersani non si era mai discosta da quanto aveva asserito. E la  base, pur non certamente andando fiera di quanto successo, non lo avrebbe certamente lasciato al suo destino. E così tanto malumore non ci sarebbe stato.
E invece così, si è fatta strada che tutto quanto fosse in qualche modo stato predeterminato prima e che il risultato ottenuto, fosse quello atteso…
Per cui, a mio parere, ma credimi che siamo in tanti a pensarla così, non puoi esonerare Bersani dalle sue responsabilità.
Per il resto, c’è da sperare che ora, ci sia la volontà di fare un congresso aperto, senza porre vincoli ai candidati e alle tessere. Si sente già il malumore serpeggiare perché girano voci che si voglia fare un congresso dando la possibilità solo ai tesserati fino al 2012.
Io, come tanti altri, che invece hanno voluto tesserarsi quest’anno, proprio per tentare una rifondazione del partito, ne saremmo esclusi e sarebbe un altro errore comunicativo che si aggiunge a quelli fatti fin’ora.
Con la speranza che vada diversamente, ti ringrazio per l’ospitalità di poter comunicare, anche se non completamente d’accordo con la tua esperienza, o meglio, non d'accordo nell'esser stata troppo "tiepida" nei confronti di Bersani.

Mario Cappellotto




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Radiografia di un suicidio politico

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Un film

Se non sapessi che è tutto vero e lo avessi visto in un film, direi che la fantasia del regista è quantomeno esagerata!
Eppure, non è così. Abbiamo assistito impotenti e incazzati al suicidio politico di un partito.
Se con queste azioni, ci liberiamo in un colpo solo di tutta la classe dirigente del NOSTRO PD, allora quanto successo ha anche un senso.
Immaginate questa scena: un campo minato dove le mine sono contrassegnate da un fiorellino bianco che le segnala. Bersani e la dirigenza del PD davanti al campo e vien detto loro di attraversarlo. Dall'altra parte ci sarà il premio per essere riusciti nell'impresa: Presidente della Repubblica e Governo del Paese.
Le istruzioni  sono quelle di evitare di calpestare i fiorellini perchè sotto ci potrebbero essere delle mine.
La dirigenza parte e sistematicamente cammina solo dove ci sono i fiori e una ad una fa saltare tutte le mine del campo. Intorno ci sono dei supporter che continuano a gridare "attenti ai fiori, non sui fiori, Bersani occhio alla primula, Bindi non sulla margherita, Fassina attento...beh Fassina, tu pesta pure il fiore va... :)"
Ma nonostante gli avvisi, le urla, gli sms, i milioni di tweet, l’allegra compagnia con delle faccine beote come bambini disillusi continuano a pestare le mine...
L'assurdo di quanto sto scrivendo in tono tra il serio ed il faceto è che quanto la mia fantasia  sta elaborando.... è tutto vero... e sotto gli occhi di tutti...

Primarie

Abbiamo iniziato sbagliando le regole per definire il come votare alle Primarie per il segretario. Si predica tanto per lo snellimento della burocrazia nel nostro paese e poi abbiamo inventato un regolamento degno di un campo di concentramento. I burocrati della segreteria del Partito per paura di intromissioni di 4 cani randagi hanno complicato quello che poteva essere di una semplicità disarmante. Chi vuole, si presenta ai seggi e vota! Punto e basta!
Pensate che sarebbero accorsi in milioni di elettori di destra a votare? Si, forse qualcuno l'avrebbe fatto... quanto avrebbe spostato? per spostare l'1% avrebbero dovuto venire più di 300.000 "travestiti"... Le paure di chi non si fida nemmeno dei suoi.
L'obiettivo principale dei "paletti" alle primarie è stato l'arginare la possibilità che Renzi potesse vincerle. Non ci si è resi conto che in realtà, che piaccia o no, con Renzi candidato leader le elezioni si sarebbero vinte di gran lunga. Berlusconi probabilmente non si sarebbe nemmeno presentato.
Grillo avrebbe preso qualche punto in meno.
Se si fosse presentato Civati, avrei tifato per lui, ma questa è un’altra storia…

Campagna elettorale

Portata avanti con la certezza che il PD avrebbe stravinto. E dicendo questo, è già detto tutto.
Gli errori della campagna elettorale precedente ?
Nessun problema... Riesumati in blocco... Praticamente una campagna fatta contro Berlusconi senza nessuna proposta propositiva concreta.
Ci siamo dilettati a sfornare metafore e presenziare ai talk show con personaggi antipatici e spocchiosi come Fassina, che ogni volta che interviene fa perdere 10 voti al secondo.
Il M5S è stato snobbato e non si è avuta la lungimiranza di rendersi conto del risultato che Grillo sarebbe riuscito a contabilizzare. La base, invece,  e i cittadini in genere, avevano  capito che l'aria del rinnovamento avrebbe portato Grillo ben oltre il 20%. Possibile che con tutta l'esperienza politica di questi signori, abbiano cannato così tanto?
Sì.. è stato possibile !

La fine..

Il resto è storia di questi giorni. Un errore dopo l’altro. Hanno giocato le lotte interne, le solite logiche delle spartizioni fra correnti,  D’Alemiane, Renziane, Bindiane, Bersaniane, e chissà quante altre menti da accontentare.
E’ vero che da parte del M5S non c’è stata volontà di apertura, ma ci si deve sempre domandare se quando una persona non capisce, se questo dipende solo dall’ottusità di quella persona o anche dal fatto che non le sto parlando con una lingua comprensibile. Magari potrei spiegarmi meglio. Forse c’è bisogno che il dialogo avvenga su una base diversa.
Per come si è svolto il film nelle parti seguenti, vien da pensare che non avessero tutti i torti ad avere delle ritrosie per fare concessioni.
Ma ancora non è perduto nulla, si può ancora recuperare il tempo perduto. Infatti c’è l’elezione del PdR e qui, si vedrà come giocare la partita.
Ci viene offerto su un piatto d’argento la soluzione.
Rodotà! Lanciato da Santoro durante una trasmissione televisiva e quindi non a primogenitura del M5S, si fa strada proprio il nome di un uomo d’alto spessore che guarda caso è anche di sinistra.
Il fato vuole che sia anche il candidato scelto dal M5S.
Quale occasione migliore?
No, troppo facile. Conviene calpestare il fiore con la mina sotto. E si va anche in cerca di trovare la mina bella grossa, quella che faccia un bel botto.
Eh si, perché siccome si detto fin alla nausea che il PD non farà mai accordi con il PDL, che sono su posizioni inconciliabili e che la base del PD non capirebbe mai un accordo con il PDL, allora per rispettare questi propositi cosa si fa?
La cosa più naturale che ci sia per chi si vuol suicidare… ci si accorda con il PDL che il candidato sarà Marini. E lo si fa, senza nemmeno avere il consenso della propria parte.
Lo si fa in barba a tutto quanto è stato dichiarato e nel frattempo Grillo con tutto il M5S, e una stragrande maggioranza della base del Pd  si chiede: Perché no a Rodotà?
La domanda è rimasta senza risposta e lo è ancora…
Marini salta in aria su una mina di quel famoso campo e quindi cosa di potrebbe fare?
Ascoltare la parte del cervello che ragiona, ingoiare il rospo e votare un uomo rispettabile di sinistra: Rodotà!
Troppo facile. Vuoi mettere? Poi magari ci scappa anche che si riesce a trovare un accordo con il M5S per un possibile governo….. troppo facile… non è di sinistra.
E intanto Berlusconi gongola e cresce di consenso, non perché sia bravo, ma perché siamo noi a portargli voti.. Siamo bravi a portare voti agli altri… Dovemmo farci assumere, almeno uno si giustifica dicendo che lo fa per lavoro…
Se la soluzione è a portata di mano, è sicuramente una fregatura… E con la convinzione di aver pensato una cosa intelligente, si propone Prodi.
Una figura tra le più degne che abbiamo, la dobbiamo bruciare sull’altare della Patria. In nome di cosa? Dell’orgoglio di non voler cedere a Grillo e votare un nome che a loro va bene, e che guarda caso va bene anche a noi, ma siccome non l’abbiamo proposto noi, allora va meno bene…..
Ehi si perché il prato del vicino è sempre peggio del nostro…
E quindi….. via.. tutti su Prodi…..

Patratac!!
E aleèèèè, Berlusconi sale ancora e noi siamo alla frutta….ma quella marcia, oramai da non usare più nemmeno per fare succo.
Ma forse… c’è la possibilità di sanare ancora… Guarda caso c’è il M5S che continua a proporre un nostro uomo. Tale Rodotà…..

No, grazie… Rodotà no…. Troppo di sinistra? Non l’abbiamo trovato noi?  Ha troppi peli sul culo? Qualcuno ci spiega perchè no?
Perché Grillo non è responsabile se si ostina a rimanere su quel nome, e invece noi siamo responsabili perché su quel nome non siamo d’accordo?
Ma poi, non siamo veramente d’accordo?
Ci fa schifo votare un nostro uomo, aprire un grande spiraglio per poter formare un governo?
Ancora troppo facile….. e se è troppo facile…. non è di sinistra…..
Meglio il karakiri. Questo sì è di sinistra……
Forse saremo in grado di dare ancora una mano a Berlusconi e arriveremo a votare D'Alema, o Amato, o la Cancellieri...
Rodotà?  NO, TROPPO FACLE !
Requiem! Amen!




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L'ultimo treno?

Pubblicato da in Politica ·
Tags: PdRRepubblicaPresidente

Credo che dovendo fare l'elenco degli errori commessi dal PD negli ultimi 6 mesi, si potrebbe veramente scrivere un libro.
Titolo: Come impegnarsi per perdere le elezioni e non solo.

Ma non è di questi errori che voglio parlare. Il titolo si riferisce alla prossima imminente votazione del Presidente della Repubblica.
L'informazione cartacea e televisiva ci riporta un PD che sembra completamente scollegato dalla realtà. L'immaginare che si possa pensare di poter proporre nomi come D'Alema, Amato, la Finocchiaro, Marini... evoca metafore  Bersaniane dai toni nefasti e lascio ai vari Crozza & C. di esprimerne la comicità.
Se si arriva in aula con un nome di questi, è auspicabile che un terremoto politico si porti via, tutta in un colpo, l'intera classe dirigente, e la mandi in esilio a smacchiare giaguari alle isole "vattelepesca".
Per la verità, questo "piccolo" cataclisma era auspicabile ci fosse stato già tempo orsono, ma come si sa, la sinistra di pazienza ne ha sempre avuta da vendere, peccato che poi, il commercio insegna,  quello che ti resta di invenduto lo devi svendere ed è causa di perdite aziendali e anche di possibili fallimenti..

Quando si esce per strada, in qualsiasi ambiente ci si trovi a parlare, l'aria si porta con sè il profumo di una richiesta insistente: cambiamento.
Non rendersi conto di questa richiesta massiccia è sinonimo di suicidio. Solo che il rendersene conto, non deve essere solo un verbo espresso, ma deve esprimersi in atti compiuti e realizzati.
Allo stesso tempo, non vuol dire che qualsiasi cambiamento sia o debba essere di per sè stesso positivo.

La Gabanelli.
Quando ho letto che era stata pensata e poi votata come la miglior proposta per gli elettori ( o quantomeno i votanti..) del M5S, ho avuto come primo pensiero che questa "ventata" era un buon cambiamento.
Con una seconda riflessione dove la testa ha prevalso sulla pancia, ho scartato l'ipotesi Gabanelli dal carnet dei cambiamenti positivi.
Il fatto che lei sia innegabilmente un'ottima persona, una giornalista senza peli sulla lingua, che non ha vincoli di partito e di pensiero indipendente, non è condizione sufficente per poterla proporre a rivestire la carica più importante della nostra nazione.
Anzi, proprio perchè perfetta per il ruolo che ricopre, sarebbe un controsenso portarla via da quel ruolo e privare i cittadini di una reporter in gamba e che potrà continuare a fare il suo mestiere come prima e anche meglio ancora.

Grillo ha il pregio di aver letto e interpretato la richiesta di cambiamento meglio di tanti politici, ma rischia di confondere, assieme ai suoi votanti,   la positività delle cose con il fatto che sono positive solo se soddisfano un solo requisito: il nuovo.

Il Presidente della Repubblica deve avere come primo requisito, oltre alla certa presentabilità, la preparazione e la competenza.
Altrimenti, se bastasse solo il nuovo e la competenza nel proprio lavoro, avremmo fior fiore di persone da poter proporre. Si pensi solo a qualche ottimo scienziato/a o studioso/a che abbiamo nel nostro paese.

E allora come conciliare di soddisfare il profumo di cui sopra, con la preparazione, la rispettabilità, e anche gli possibili sviluppi futuri nella realtà poilitica odierna?
Forse, e lo dico dal basso della mia poca preparazione politica, la risposta è nella convergenza di una figura come quella di Rodotà.
E' un nome che piacerà sicuramente a tantissimo elettorato di centro-sinistra, e credo anche del centro destra- E' persona riconosciuta unanimente come molto equilibrata e preparata, e soprattutto, non dispiace nemmeno al M5S che sembrerebbe poter decidere di votarlo, qualora la Gabanelli decidesse di rifiutare.
Ed è proprio per questa possibilità, che il PD dovrebbe far suo questo nome e presentarlo da subito come prima scelta in aula.
Credo possa essere l'ultimo treno per non perdere ancora molto elettorato, non spaccare il partito e forse anche poter avviare un possibile governo assieme al M5S. Un governo a scadenza, fondato su pochissimi punti essenziali d'innovazione,  con decise politiche improntate allo sviluppo, ad una veloce approvazione di una nuova legge elettorale per poter tornare poi ad elezioni con una classe dirigente cambiata soprattutto nel modo di pensare e di rapportarsi con istituzioni e cittadini.
E Renzi potrà essere il riferimento di questo nuovo corso, anche se il successo dell'operazione, non dipende mai da una sola persona, ma da quanto quelli che gli stanno attorno, sono disposti a lavorare assieme per lo stesso progetto.


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In risposta all'articolo nel Blog di Grillo: "Il parlamento è sovrano, si può fare"

Pubblicato da in Politica ·

Nel Blog di Grillo appare un video, dove si vede e si sente Violante che fa alcune affermazioni. Estrapolate dal resto del discorso, assumono una connotazione completamente diversa. Nel pubblicare il video in questo modo, Grillo casca negli stessi errori delle persone che sta cercando di combattere. Siamo purtroppo al solito modo becero di combattere politicamente. Ecco il testo integrale del discorso di Violante.


Il 28 febbraio 2002, alla Camera, dal resoconto stenografico. Verbatim

PRESIDENTE. Per una sorta di par condicio dell’annuncio, devo dichiarare che mi ha chiesto la parola per fatto personale anche l’onorevole Melandri. Così come il ministro Marzano e l’onorevole Pecoraro Scanio, anche l’onorevole Melandri avrà la parola una volta esaurito l’esame del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Violante. Ne ha facoltà.
LUCIANO VIOLANTE. Onorevole Anedda, ho seguito con attenzione (I deputati del gruppo di Alleanza nazionale fanno: «sccc») … Colleghi, c’è la televisione che vi riprende! Non penso che facciate una bella figura!
NITTO FRANCESCO PALMA. Ma pensa per te!
LUCIANO VIOLANTE. Devo dire, onorevole Anedda, che ho seguito con attenzione il suo intervento. Lei sa che la stimo, l’ho asserito varie volte, lei è un professionista serio. Proprio per questo, però, sono ulteriormente colpito dal fatto che lei abbia scatenato dieci minuti di insulti, infondati, nei confronti di questa parte politica. C’è però un punto di soddisfazione: da quei banchi è venuto un impegno alla libertà dall’autoritarismo, e con la vostra storia credo che ciò sia un fatto importante (Vivi applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l’Ulivo, della Margherita, DL-l’Ulivo, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani, Misto-Verdi-l’Ulivo – Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania – La deputata Mussolini lancia in aria un fascicolo).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi rendo conto che le affermazioni possono essere anche spiacevoli, ma ho ascoltato le une ed ora sento le altre. Rimaniamo tutti tranquilli ed attendiamo la fine della seduta. Prego, onorevole Violante (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia).
È la stessa cosa da entrambe le parti, non è possibile! Onorevole Biondi, lei lo
sa, anche lei presiede, come me, quest’Assemblea! Onorevole Violante, continui pure il suo intervento.
ALFREDO BIONDI. Ma la libertà non è una loro esclusiva (Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l’Ulivo, della Margherita, DL-l’Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l’Ulivo)!
PRESIDENTE. Onorevole Biondi, lei ha un equilibrio che è per tutti noi punto di riferimento, per cui cerchiamo di tranquillizzare la situazione. Tra le altre cose, sono costretto ad interrompere il calcolo dei tempi ogni volta che vi è un’interruzione. Prego, onorevole Violante.
LUCIANO VIOLANTE. Grazie, signor Presidente. Tornando alle cose serie di questi giorni di battaglia parlamentare, la questione – lo dico ai colleghi che hanno esposto con compiutezza l’argomento ed anche ai nostri avversari (mi riferisco al collega Bruno, al collega Bondi, ai colleghi Tabacci e Volontè e così via) – che abbiamo cercato di porre – la poniamo qui, la porremmo nel paese, la si porrà al Senato – è un fatto di moderna libertà. La libertà, dal settecento in poi, è lotta contro le posizioni dominanti, è lotta contro la costruzione di posizioni dominanti.
Riteniamo che la legge che è stata predisposta favorisca la costruzione di una posizione dominante, perché tiene in sé un soggetto che è un imprenditore nel mercato e un soggetto che è la più forte autorità politica del paese. Riteniamo che questo sia il problema e che non sia stato risolto.
Onorevole Frattini, lei non ha risposto quando, credo ieri, mi sono permesso di sollevare tale questione; ha fatto un’allusione, francamente, non degna di lei; dopodiché non ha risposto. Il fatto che, sia il collega Tabacci ieri sia il collega Volontè oggi, abbiano parlato di soluzioni formalmente deboli e, sostanzialmente, di stato di necessità, non fa che sottolineare questo aspetto. Dico ciò perché credo che in molti di voi vi sia un problema di sensibilità: l’abbiamo visto in questi giorni. Allora, come si risolve tale questione?
La moderna libertà esige una magistratura indipendente, ma mi sembra che vi sia da parte vostra un’azione diretta al controllo politico della magistratura; esige un Parlamento libero, ma qui, cari amici, non si è discusso nulla, perché da parte vostra non è venuto alcun elemento di discussione, salvo che in un paio di interventi.
In Commissione Affari costituzionali siamo stati costretti ad uscire dall’aula perché non era possibile discutere di nulla. Un Parlamento è fatto per confrontare le idee e quando le idee non si possono confrontare vi è un problema di continuum tra maggioranza parlamentare e Governo; vi è un’idea di continuità che non separa il Parlamento dal Governo, come deve essere in un sistema democratico. Colleghi, questo è un elemento di preoccupazione in ordine all’evoluzione del nostro sistema democratico.
Se vi è una continuità e non una distinzione tra Parlamento e Governo, tra maggioranza parlamentare ed esecutivo, mi chiedo chi garantisca i diritti di libertà.
Una voce dai banchi del gruppo di Forza Italia: Voi, allora?.
LUCIANO VIOLANTE. Chi garantisce la differenza di poteri? Questa è una domanda che devono porsi tutti e non soltanto noi. Sarebbe assurdo che ce la ponessimo solo noi e non una parte che si definisce liberale. Questo è il punto politico che abbiamo sottoposto alla vostra attenzione. Questa legge ha, sostanzialmente, amnistiato il conflitto di interessi.
Colleghi, si è detto che noi abbiamo approvato la legge costituzionale sul federalismo con quattro voti di differenza: è vero, ma si trattava della stessa legge che avevate votato prima voi in sede di Commissione bicamerale.
La questione è un’altra: cari colleghi, ricordo che durante il governo di centrosinistra i presidenti dei consigli regionali del Veneto e della Lombardia, Galan e
Formigoni, rivendicavano ogni giorno autonomia, libertà e federalismo. Essi si sono azzittiti totalmente con il Governo di centrodestra e non parlano più (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l’Ulivo, della Margherita, DL-l’Ulivo e Misto-Comunisti italiani)! Dov’è finita l’autonomia? Dov’è finito il federalismo? Avete approvato leggi di un centralismo feroce, a cominciare dalla legge Lunardi sulle infrastrutture che ha sottratto a regioni ed enti locali poteri enormi. Ma loro stanno zitti!
Allora, il problema del pluralismo istituzionale è anche questo. Come mai questi presidenti, che fino a pochi mesi fa urlavano, ora tacciono? Queste sono le nostre preoccupazioni.
Se me lo permettete, vorrei fare una considerazione un po’ più leggera. In questa legge c’è una sanzione e c’è una vittima. La sanzione è che l’onorevole Berlusconi non potrà fare più il presidente onorario del Milan: è l’unica. La vittima, cari amici, è il ministro Lunardi. Egli, infatti, è l’unico ministro che, trovandosi in una posizione di conflitto di interessi, ha venduto la sua azienda (alla moglie ed ai figli, ma l’ha comunque venduta) ed è l’unico ad essere stato penalizzato; infatti, avrebbe potuto non venderla, visto che l’emendamento presentato dal Governo consente al proprietario di una azienda, purché la gestisca un’altra persona, di ricoprire comunque il ruolo di ministro. L’unica vittima è il ministro Lunardi: non ve ne sono altre (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l’Ulivo, della Margherita, DL-l’Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
Ho notato la particolare violenza che ha contraddistinto l’intervento dell’onorevole Dussin. Lo capisco. Credo che l’onorevole Dussin abbia ancora nelle orecchie e nel cuore le feroci parole pronunciate dal presidente del suo partito, onorevole Bossi, contro il Presidente Berlusconi. Non sto qui a ripeterle per rispetto alla carica di Presidente del Consiglio. Se non ricordo male, avete detto che era affiliato ad una potente organizzazione criminale siciliana (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia e del deputato Luciano Dussin). Dopodiché avete aggiunto altro: l’attuale ministro della giustizia ha proposto la vendita e la separazione dei beni dalla Presidenza. Lo diceva l’altro giorno il segretario Fassino. Capisco che, poiché dovete difendervi dal vostro passato, ora dite quelle menzogne.
ALFREDO BIONDI. Non sono i soli!
LUCIANO VIOLANTE. Risponderà la collega Melandri e risponderà il collega Pecoraro Scanio. Non è vero ciò che avete detto e ciò che ha affermato l’onorevole Dussin e vi saranno fornite delle risposte.
LUCIANO DUSSIN. L’ho letto sul giornale!
LUCIANO VIOLANTE. Lasci stare i giornali. Verifichiamo le cose che ha detto! Onorevole Dussin, le ho dato una spiegazione. Ho spiegato che voi siete costretti ad usare questa violenza perché dovete coprire un passato che è in contraddizione con l’attuale presente; questo è tutto (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
Onorevole Frattini, lei è di nuovo tornato alla questione del voto.
Il voto è costitutivo del potere, sono d’accordo con lei, ma poi c’è il momento operativo. Il momento operativo si svolge nelle regole perché è vero che gli elettori sapevano che il Presidente del Consiglio attuale era in conflitto di interessi, ma il Presidente del Consiglio aveva promesso che avrebbe risolto il conflitto di interessi nei famosi cento giorni.
IGNAZIO LA RUSSA. Lo stiamo facendo!
LUCIANO VIOLANTE. Non è così! Non è l’unica promessa. Ora ci stanno ascoltando alcuni milioni di italiani: tra questi vi sono cinque milioni di pensionati sotto il minimo che non hanno preso una lira, ma che hanno votato il centrodestra nonostante le promesse (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l’Ulivo,
della Margherita, DL-l’Ulivo, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l’Ulivo)!
GIANCARLO GIORGETTI. Sono i vostri dell’INPS che non pagano!
LUCIANO VIOLANTE. Onorevole Frattini – e ci sono autorevoli colleghi e amici al banco del Governo – lei sa che nella storia europea c’è stato anche un dittatore eletto, in Germania. L’elezione non basta – questo voglio dire -, bisogna, poi, stare dentro le regole. Se si usa l’elezione per stravolgere le regole, quello è autoritarismo, è un’altra cosa (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l’Ulivo, della Margherita, DL-l’Ulivo, Misto-Comunisti italiani e Misto-Socialisti democratici italiani)!
Ieri l’onorevole Adornato ha ringraziato il presidente del nostro partito per aver detto che non c’è un regime. Io sono d’accordo con Massimo D’Alema: non c’è un regime sulla base dei nostri criteri. Però, cari amici e colleghi, se dovessi applicare i vostri criteri, quelli che avete applicato voi nella scorsa legislatura contro di noi, che non avevamo fatto una legge sul conflitto di interessi, non avevamo tolto le televisioni all’onorevole Berlusconi (Commenti dei deputati di Forza Italia e di Alleanza nazionale)… Onorevole Anedda, la invito a consultare l’onorevole Berlusconi perché lui sa per certo che gli è stata data la garanzia piena – non adesso, nel 1994, quando ci fu il cambio di Governo – che non sarebbero state toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa l’onorevole Letta.
PIERFRANCESCO EMILIO ROMANO GAMBA. C’è stato un referendum!
LUCIANO VIOLANTE. A parte questo, la questione è un’altra. Voi ci avete accusato di regime nonostante non avessimo fatto il conflitto di interessi, avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni…
IGNAZIO LA RUSSA. C’era il ribaltone!
LUCIANO VIOLANTE. Durante i governi di centrosinistra il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte. Dunque, non c’è stata alcuna operazione di questo genere. Ora, se dovessimo applicare i criteri che avete applicato voi a noi, altro che regime, cari amici! Non è stato così.
Però, non posso non sottolineare la china pericolosa che prende la democrazia (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale). In questa legge, l’ipotesi di affidare alle maggioranze parlamentari – quali esse siano, di destra o di sinistra, è ugualmente pericoloso – il criterio di priorità nell’esercizio dell’azione penale e nello stabilire quali atti si perseguono e quali no, e il continuum maggioranza parlamentare-Governo che sfibra il Parlamento sono cose pericolose.
Vi prego di riflettere: credo che a tutti stiano a cuore la libertà e la democrazia nel nostro paese, ma questa legge non difende né la libertà né la democrazia, anzi pone una mina grave all’interno dell’edificio democratico del nostro paese. Onorevole Tabacci…
PRESIDENTE. Onorevole Violante, la prego di concludere.
LUCIANO VIOLANTE. Concludo, signor Presidente.
Vorrei dire soltanto che noi abbandoneremo l’aula…
FILIPPO ASCIERTO. Andiamo!
IGNAZIO LA RUSSA. Andiamo!
LUCIANO VIOLANTE. La cosa mi costa perché più volte, come ben sapete, ho detto che abbandonare l’aula costituiva una scorrettezza, tranne che vi fossero questioni di particolare peso, di particolare rilievo (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
Colleghi, voi avete abbandonato l’aula quando si trattava di far entrare l’Italia nell’Unione monetaria europea, noi l’abbandoniamo quando si tratta di difendere la libertà, la democrazia e il pluralismo
nel nostro paese! Questa è la differenza tra noi e voi (Vivi, prolungati applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l’Ulivo, della Margherita, DL-l’Ulivo, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l’Ulivo – I deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l’Ulivo e Misto-Comunisti italiani si levano in piedi – Molte congratulazioni)!


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In risposta all'articolo "i Figli di NN" pubblicato sul Blog di Grillo

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In risposta all'articolo "i Figli di NN" di Beppe Grillo

Credo che la maggior parte degli Italiani sentisse l'esigenza di un cambiamento. Lo chiedevano da anni e anni i cittadini che vivevano con senso di impotenza lo svolgersi dei fatti. Non c'è distinzione, in questo senso di malessere, fra elettori del M5S, del PD, e credo anche del PDL, della Lega, anche se, con diversi punti di vista. Ma che ci fosse un malessere generale lo si percepiva benissimo.
Il M5S è certamente il movimento che meglio di altri è riuscito ad incarnare questo profondo disagio e che è riuscito a dar voce a tantissimi cittadini. Io sono fra questi, anche se il mio voto è stato solo per metà al M5S. Infatti al Senato l'ho dato al PD. Non volevo contribuire alla possibilità di uno stallo, anche se purtroppo  non è servito. Diversa è la responsabilità fra elettori ed eletti, anche se gli eletti sono solo una piccola parte degli elettori e in teoria, abbiamo sempre gli eletti che ci meritiamo.
C'è però qualcosa che snatura chi si trova alle sedie del potere e che lo cambia in peggio. Questo cambio è quello che ci ha rovinato. Ora si poteva cambiare in modo diverso. Per la prima volta, moltissimo per merito del M5S, si era arrivati ad un punto che metteva alle strette e che obbligava chiunque ad un cambio di rotta. Mai come ora un partito politico o movimento politico ha tanto potere come lo ha il M5S. L'obiettivo, per certi versi,  è stato raggiunto al 100%.
Ma, invece, in nome di una rivoluzione alla Roberspierre, si perde di vista il vero risultato da ottenere e ci si trincera dietro ad un "mai con questi partiti". Contraddizione assurda, visto che si chiede un governo a guida M5S che per vivere ha bisogno della fiducia e quindi dell'appoggio degli stessi partiti e  persone che si vogliono mandare a casa... Allora lo si fa solo per sete di potere?.
Allora il cambiamento non è nei modi, ma solo nelle persone? Perchè se è nelle persone, anche il PD ha il 70% di nuovi eletti. E' nel cambio di politiche che si vince la sfida odierna e così, si va invece verso la sconfitta delle idee e del cambiamento


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Elezione Questori e vicepresidenti delle Camere

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In risposta all'articolo "Conferenza Stampa M5S"

Avete ragione a voler eleggere dei  vicepresidenti che siano espressione delle scelte del M5S, così come anche dei questori e presidenti e vicepresidenti di commissioni bicamerali. E' quello che gli elettori hanno chiesto dando il voto al M5S. Ma per farlo, serve un governo. Io sono un vostro "mezzo" elettore in quanto ho votato M5S alla camera e PD al Senato. Volevo uno scossone, volevo un segnale di cambiamento, volevo una politica ringiovanita e moderna, volevo leggi non ad personam, una equità sociale,volevo riduzioni del costo della politica, non sprechi nelle aule bicamerali, taglio dei parlamentari, taglio degli stipendi, una riforma elettorale, una riforma fiscale e meno potere all'Agenzia delle Entrate, una seria riforma della burocrazia, togliere il finanziamento pubblico ai partiti o rimborso elettorale come lo si voglia chiamare ecc.. In sostanza voglio tante delle stesse cose che sono nel programma del M5S, ma volevo anche governabilità con leggi giuste e che possano realizzare quello che chiedono milioni di elettori. Tentare di fare questo, adesso, si può. Serve dare una fiducia "tecnica" ad un nuovo governo, e poi, qualsiasi legge che viene proposta, non potrà mai passare se il M5S non lo vorrà. Perchè il nuovo governo, per ogni legge sarà costretto a chiedere la fiducia e il M5S ha in mano, ora, un potere che nessun altro partito o movimento ha mai nemmeno sognato di poter avere. Buttare tutto al vento senza nemmeno tentare, vuol dire non rispondere in modo adeguato a quello che tanti elettori come me hanno chiesto con il voto che hanno dato. Ora si può!! Ma serve partire! Altrimenti si perderà tantissimo altro tempo e nel frattempo ci troveremo a dover subire ancora l'aumento dell'IVA, l'IMU, e un sacco di altri problemi che questo paese non può permettersi di avere. PENSATECI BENE. Avete in mano un potere incredibile, esercitatelo anche dando la fiducia e decidendo, poi, di far passare solo le leggi che volete voi.!  


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