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L'ultimo treno?

Pubblicato da in Politica ·
Tags: PdRRepubblicaPresidente

Credo che dovendo fare l'elenco degli errori commessi dal PD negli ultimi 6 mesi, si potrebbe veramente scrivere un libro.
Titolo: Come impegnarsi per perdere le elezioni e non solo.

Ma non è di questi errori che voglio parlare. Il titolo si riferisce alla prossima imminente votazione del Presidente della Repubblica.
L'informazione cartacea e televisiva ci riporta un PD che sembra completamente scollegato dalla realtà. L'immaginare che si possa pensare di poter proporre nomi come D'Alema, Amato, la Finocchiaro, Marini... evoca metafore  Bersaniane dai toni nefasti e lascio ai vari Crozza & C. di esprimerne la comicità.
Se si arriva in aula con un nome di questi, è auspicabile che un terremoto politico si porti via, tutta in un colpo, l'intera classe dirigente, e la mandi in esilio a smacchiare giaguari alle isole "vattelepesca".
Per la verità, questo "piccolo" cataclisma era auspicabile ci fosse stato già tempo orsono, ma come si sa, la sinistra di pazienza ne ha sempre avuta da vendere, peccato che poi, il commercio insegna,  quello che ti resta di invenduto lo devi svendere ed è causa di perdite aziendali e anche di possibili fallimenti..

Quando si esce per strada, in qualsiasi ambiente ci si trovi a parlare, l'aria si porta con sè il profumo di una richiesta insistente: cambiamento.
Non rendersi conto di questa richiesta massiccia è sinonimo di suicidio. Solo che il rendersene conto, non deve essere solo un verbo espresso, ma deve esprimersi in atti compiuti e realizzati.
Allo stesso tempo, non vuol dire che qualsiasi cambiamento sia o debba essere di per sè stesso positivo.

La Gabanelli.
Quando ho letto che era stata pensata e poi votata come la miglior proposta per gli elettori ( o quantomeno i votanti..) del M5S, ho avuto come primo pensiero che questa "ventata" era un buon cambiamento.
Con una seconda riflessione dove la testa ha prevalso sulla pancia, ho scartato l'ipotesi Gabanelli dal carnet dei cambiamenti positivi.
Il fatto che lei sia innegabilmente un'ottima persona, una giornalista senza peli sulla lingua, che non ha vincoli di partito e di pensiero indipendente, non è condizione sufficente per poterla proporre a rivestire la carica più importante della nostra nazione.
Anzi, proprio perchè perfetta per il ruolo che ricopre, sarebbe un controsenso portarla via da quel ruolo e privare i cittadini di una reporter in gamba e che potrà continuare a fare il suo mestiere come prima e anche meglio ancora.

Grillo ha il pregio di aver letto e interpretato la richiesta di cambiamento meglio di tanti politici, ma rischia di confondere, assieme ai suoi votanti,   la positività delle cose con il fatto che sono positive solo se soddisfano un solo requisito: il nuovo.

Il Presidente della Repubblica deve avere come primo requisito, oltre alla certa presentabilità, la preparazione e la competenza.
Altrimenti, se bastasse solo il nuovo e la competenza nel proprio lavoro, avremmo fior fiore di persone da poter proporre. Si pensi solo a qualche ottimo scienziato/a o studioso/a che abbiamo nel nostro paese.

E allora come conciliare di soddisfare il profumo di cui sopra, con la preparazione, la rispettabilità, e anche gli possibili sviluppi futuri nella realtà poilitica odierna?
Forse, e lo dico dal basso della mia poca preparazione politica, la risposta è nella convergenza di una figura come quella di Rodotà.
E' un nome che piacerà sicuramente a tantissimo elettorato di centro-sinistra, e credo anche del centro destra- E' persona riconosciuta unanimente come molto equilibrata e preparata, e soprattutto, non dispiace nemmeno al M5S che sembrerebbe poter decidere di votarlo, qualora la Gabanelli decidesse di rifiutare.
Ed è proprio per questa possibilità, che il PD dovrebbe far suo questo nome e presentarlo da subito come prima scelta in aula.
Credo possa essere l'ultimo treno per non perdere ancora molto elettorato, non spaccare il partito e forse anche poter avviare un possibile governo assieme al M5S. Un governo a scadenza, fondato su pochissimi punti essenziali d'innovazione,  con decise politiche improntate allo sviluppo, ad una veloce approvazione di una nuova legge elettorale per poter tornare poi ad elezioni con una classe dirigente cambiata soprattutto nel modo di pensare e di rapportarsi con istituzioni e cittadini.
E Renzi potrà essere il riferimento di questo nuovo corso, anche se il successo dell'operazione, non dipende mai da una sola persona, ma da quanto quelli che gli stanno attorno, sono disposti a lavorare assieme per lo stesso progetto.


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